I climatizzatori hanno al loro interno diversi tipi di fluidi refrigeranti che possono essere composti da diverse miscele.
La miscela più diffusa fino a poco tempo fa, era quella formata dal gas R410A, una combinazione in egual misura (50%-50%) tra il gas R32 e il gas R125, un composto di gas sicuramente molto performante, ma troppo impattante per l’ambiente.
I gas refrigeranti sono un tema sempre più attuale nel mondo della climatizzazione, soprattutto in questo periodo storico dove la salvaguardia dell’ambiente è una tematica molta discussa.
Il motivo è che questi gas, se venissero rilasciati nell’atmosfera, avrebbero un impatto molto elevato sull’effetto serra.
Questo impatto viene misurato nell’indice GWP (Global Warming Potential), indice che indica quanto una certa emissione di gas va ad influire sull’ambiente, ma ci sono altri due parametri molto importanti che aiutano a stabilire i valori di rischio in questo ambito:

  • ODP (Ozone Depletion Potential) ovvero il potenziale di impoverimento dello strato di ozono
  • TEWI (Total Equivalenti Warming Impact) impatto sul riscaldamento globale, sia per quanto riguarda il consumo energetico durante il funzionamento dell’impianto, che un’eventuale perdita di gas refrigerante.Ad oggi la ricerca per l’impiego di gas refrigeranti a basso GWP o naturali è molto attiva, in quanto, il regolamento 517/2014 sugli F-Gas (gas fluorurati a effetto serra) pone delle limitazioni per le quantità e soprattutto le tipologie che si possono utilizzare all’interno degli impianti di condizionamento.

 

Cos’è il gas refrigerante r32?

Il gas refrigerante R32, è un gas fluorurato, responsabile dell’effetto serra e viene definito come un refrigerante di nuova generazione, nonostante sia stato utilizzato in passato per diverse miscele.
Oggi grazie alla continua ricerca, il gas R32 risulta essere quello che ha meno impatto sull’ambiente, quindi in linea con le nuove normative europee, riducendo il consumo e garantendo comunque un funzionamento ottimale.
È giusto sapere che ogni gas refrigerante è impattante per l’atmosfera, ma in termini di dati e statistiche, il gas R32 risulta avere un valore di GWP pari a 675 e un valore di ODP pari a 0, ben tre volte inferiore a quello della miscela più comunemente usata, inoltre se si utilizza solamente il gas refrigerante R32, come gas puro, sarà possibile risparmiare sulla quantità, utilizzandone circa il 15% in meno rispetto alle comuni miscele refrigeranti.

 

Pregi e difetti

Come abbiamo visto, il gas fluorurato R32 ha molti vantaggi, tra i principali pregi ricordiamo:

  • Poco impattante per l’ambiente, per niente dannoso per lo strato d’ozono e con un indice di GWP molto basso
  • Molto performante per quanto riguarda l’efficienza energetica, rispetto alle miscele composte da più gas
  • È possibile utilizzarne minore quantità e quindi avere un risparmio sul consumo che sarà sicuramente più vantaggioso e conveniente
  • Presenta una gestione più agevole a livello pratico, essendo un gas singolo e non una miscela

Per quanto riguarda gli svantaggi che possiamo trovare in questo refrigerante, l’unica nota negativa è che porta con se un rischio maggiore di infiammabilità, al contrario ad esempio, delle miscele utilizzate in passato.
È sempre bene quindi, affidarsi ad esperti per l’installazione, il montaggio e la manutenzione dell’impianto di condizionamento, per mantenere più alti i gradi di sicurezza, nonostante negli ambienti domestici il rischio è praticamente nullo per le minime quantità presenti all’interno, ma se parliamo di ambienti più grandi come aziende, il pericolo di infiammabilità aumenta, quindi è sempre bene maneggiarlo con cautela e precauzione.

 

Installazione e manutenzione, quali sono le differenze?

Un impianto di condizionamento con questa tipologia di gas non subisce sostanziali differenze a livello di installazione, avendo lo stesso funzionamento è possibile mantenere il sistema già presente, con le medesime tubazioni e collegamenti, ciò vuol dire che possiamo adeguarci alle nuove normative europee riducendo al minimo i costi.
L’unica vera differenza positiva, la troviamo nella manutenzione, sarà molto più semplice infatti il caricamento, il recupero e il riutilizzo di questo refrigerante, essendo un gas puro e non una miscela.
Ricordiamo comunque che queste procedure è sempre meglio affidarle a personale esperto e qualificato, per non correre alcun tipo di rischio, verifichiamo sempre che l’azienda abbia tutte le certificazioni e che l’installatore sia in possesso del patentino F-Gas.

 

La legge cosa dice oggi?

Come abbiamo già accennato, le normative europee sono sempre più vicine alla salvaguardia dell’ambiente e il Regolamento Europeo Nr. 517/2014 pone delle importanti limitazioni sull’uso e la quantità di questi gas refrigeranti, vediamo nello specifico di cosa tratta questa regolarizzazione.
È stato stabilito che dal 2025 sarà vietato l’utilizzo negli impianti di condizionamento mono split con carica refrigerante fino a 3kg, per i gas con un alto potenziale di surriscaldamento, quindi con un valore di GWP maggiore a 750.
Questo non significa necessariamente che si dovrà utilizzare per forza il gas fluorurato R32, perché la ricerca è in continua espansione e non è escluso che si scoprano dei nuovi gas ancora più ecologici, la cosa certa invece, è che dal 2025 sicuramente sarà vietato l’uso della miscela R401A, in quanto ha un valore GWP pari a 2088.
Per chi possiede degli impianti di vecchia generazione che utilizzano ancora gas refrigerante R22, è bene ricordare che è vietato dalla normativa e va sostituito, ma per l’adeguamento al Regolamento Europeo è possibile usufruire di detrazioni fiscali.

 

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